Il Muro Nel Cinema

"Il Cielo Sopra Berlino" : il film di Wim Wenders (1987) racconta la storia di due angeli che si trovano a Berlino, Damiel e Cassiel. Gli angeli possono vedere gli uomini e leggere nei loro pensieri senza essere visti, ma possono essere riconosciuti dai bambini che sono gli unici ad accorgersi della loro presenza. L'angelo Damiel si innamora della trapezista Marion, e rinuncia alla sua immortalità per amor suo.

Quando è stato girato il film le truppe vincitrici della guerra occupavano ancora la città e di questa occupazione esisteva anche una materializzazione fisica, cioè il Muro. Berlino era la città-simbolo all'interno della quale si contrapponevano due realtà politiche antitetiche, la città nella quale questa dicotomia si materializzava fisicamente nel Muro. Nel film si vedono monumenti del passato e dell'ingegneria civile moderna, ma vengono mostrati anche chioschi, strade desolate, appartamenti di periferia, sottoscala e perfino cortili di palazzi nei quali i bambini giocano a pallone a ridosso del Muro, che essi usano come porta per le loro partite di calcio. Significativo il fatto che il personaggio Omero passeggia a ridosso del Muro alla ricerca di un passato che non esiste più.

Damiel  Passeggiata a ridosso del muro


Attraverso gli angeli che osservano la vita dall'alto, Wenders riesce a rappresentare molti luoghi chiave della storia della città.Il muro ha una certa rilevanza nelle riprese del film. In una sequenza del film si dice: "Berlino... in ogni caso non ci si può perdere, si arriva sempre al Muro" e Wenders riprende con insistenza sia le pareti grigie, sia quelle decorate dai graffiti, seguendole con movimenti dei personaggi o di macchina che le fanno apparire curve, dando l'idea del Muro come di un recinto circolare che chiude e opprime su tutti i lati, mentre nella realtà separa Ovest ed Est. In un'altra scena viene detto: "In ogni città si sente la nostalgia di un'altra ancora più grande", facendo riferimento molto probabilmente alla divisione in due città di quella che era la metropoli più grande della Germania. La scena della trasformazione che porterà Damiel alla rinuncia dell'immortalità per diventare uomo avviene ai piedi del Muro. Un pezzo di storia e di architettura così significativo e così doloroso come il Muro, non poteva non occupare grande spazio in un film girato due anni prima della sua caduta.

In un saggio del 1986, Wenders scrive : "Questa città [Berlino] ti fa percepire a livello fisico e emozionale quella storia che altrove in Germania, cioè nella Repubblica Federale, ti era percepibile solo come rimozione, o forse mancanza". E nello stesso saggio, c'è una spiegazione del motivo che lo portò a girare il film proprio a Berlino :

"Berlino è divisa come il nostro mondo,
è scissa come il nostro tempo,
è separata come lo sono uomini e donne,
giovani e anziani,
poveri e ricchi,
è frantumata come ciascuna nostra esperienza.
La mia storia parla di Berlino non perché sia ambientata qui,
ma semplicemente perché non potrebbe essere ambientata in nessun altrove.
Il film si intitolerà:
IL CIELO SOPRA BERLINO,
essendo il cielo, oltre al passato ovviamente,
l'unico elemento comune
alle due città contenute in questa città.
Quasi a dire: 'Solo il cielo sa...'
se ci sarà un futuro comune a entrambe."


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