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La svolta
L'arrivo di Gorbaciov come leader dell'Unione Sovietica e le crescenti difficoltà politiche ed economiche dei paesi dell'est e specialmente della DDR furono cause scatenanti della caduta del Muro. Con la "Perestroika", cioè la radicale trasformazione della politica, Gorbaciov cominciò a cambiare strada.
I dirigenti della DDR videro tutto questo prima con un certo imbarazzo e poi con crescente resistenza. Nel corso del 1989, i cambiamenti democratici, le piccole rivoluzioni nell'economia e nella politica in Polonia, in Ungheria e nell'Unione Sovietica riempivano ogni giorno i giornali in tutta l'Europa, solo nella DDR il tempo sembrava essersi fermato, ma molta gente adesso era impaziente e cominciò a protestare e manifestare apertamente.
Il 23 agosto 1989, l'Ungheria rimosse le sue restrizioni al confine con l'Austria e nel settembre 1989 più di 13.000
tedeschi dell'est scapparono attraverso l'Ungheria.
Le dimostrazioni di massa contro il governo della
Germania Est iniziarono nell'autunno del 1989. Erich Honecker si dimise il 18 ottobre, e venne sostituito
giorni dopo da Egon Krenz.
Le restrizioni sugli spostamenti per i tedeschi dell'est vennero in qualche modo tolte dal nuovo governo il 9 novembre
1989. Günter Schabowski annunciò in una conferenza stampa una riforma molto ampia della legge sui viaggi all'estero; la gente di Berlino est lo interpretò come annuncio del crollo del Muro. Migliaia di persone si riunirono davanti al muro, ancora sorvegliato dai soldati, sia ad Est sia ad Ovest. Durante la notte le guardie di confine si ritirarono e i Berlinesi si riunirono di nuovo dopo 28 anni.
Il 9 novembre è quindi considerata la data ufficiale di caduta del Muro.
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